Corso Assistenti familiari 2011

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RELAZIONE CONCLUSIVA SUL PROGETTO:

“PER UNA VITA MIGLIORE DELL’ANZIANO E DEL NON AUTOSUFFICIENTE”

CORSO PER L’ADDESTRAMENTO DELLE ASSISTENTI FAMILIARI

ADDETTE ALLA CURA DEGLI ANZIANI E DEI NON AUTOSUFFICIENTI

– Unità ammesse 32, partecipanti 28.

  • 18% italiane

  • 32% rumene

  • 29% ucraine

  • 7% polacche

  • 3% del Burundi

– Questionario di accesso

– I programmi indicati nel progetto hanno subito alcune modifiche in positivo per effetto di segnalazioni fatte dalle discenti, da medici e da rilevazioni fatte dal sottoscritto nonché dal coordinatore verificatore del corso stesso.

– Nelle prime lezioni si è constatato che le assistenti familiari comprendevano abbastanza l’italiano, per cui:

  • viste le capacità dimostrate dalla dottoressa Provenzale nel comunicare termini specifici in lingue

  • appurato che alcune badanti già in precedenza avevano frequentato corsi di italiano, tenuti anche dalla Regione Basilicata

il sottoscritto, sentiti il coordinatore del corso Dr. Giuseppe Laraia ed il verificatore e valutatore del corso stesso Dr. Prospero Bonito Oliva, ha deciso di prolungare la collaborazione della dottoressa Provenzale per la durata di tutto il corso, in qualità di sostegno ai docenti, ai medici e non ed alle frequentati per la traduzione ad personam.

– Una modifica sostanziale è stata quella di mettere una unità ospedaliera di alta qualificazione “coordinatore infermiere reparto infettivo”, per trattare – ancor prima dei rapporti diretti di assistenza all’anziano – una lezione sulle malattie infettive da contagio sia alla persona affidata che al lavoratore, nonché le infezioni che rinvengono da cibi mal conservati e scaduti.

– Le lezioni tenute ad alto livello dai medici, che tra l’altro hanno interagito costantemente con le discenti e “testato” il grado di apprendimento e come operare sul campo, rimarcato dal dott. Antonio Colangelo, con esperienza di insegnamento in corsi universitari, che ha mostrato con lezioni teorico-pratiche come:

  • l’affidato doveva essere movimentato in casa e all’esterno,

  • come curarlo nella prevenzione e trattamento di patologie da allettamento,

  • come attenersi all’assunzione di farmaci, secondo le prescrizioni mediche,

  • come attuare una maggiore sicurezza tra le mura domestiche ed all’esterno, come igienizzare l’ammalato,

  • come alimentarlo nei vari casi di difetti fisici ed in casi particolari di alimentazione,

  • come rilevare la pressione arteriosa, controllare il polso e la misurazione glicemica

  • ci si è soffermati su come prevenire incidenti domestici,

  • come allertare il 118 riferendo i dati rilevati nelle varie misurazioni.

– La dietista, in concomitanza con il cuoco, ha dato notizie sulla nutrizione e sul mantenimento delle note mediche.

– Il cuoco ha saputo trasmettere nozioni per la preparazione dei pasti, conciliando il gusto dei sapori antichi alle opportune diete da far assumere agli assistiti.

– L’INAS, che era stata incaricata di tenere una lezione sui Diritti e Doveri delle Assistenti Familiari, non ha provveduto per quanto dovuto, dicendo che di sabato era impegnato in altre urgenze.

– Le notizie, grazie anche ai sussidi richiesti da me medesimo e fatti pervenire dall’Anteas Nazionale, sono state date dal sottoscritto.

– I docenti e le discenti si sono dati appuntamento nei locali di questa Anteas per rilevare, quali le deficienze riscontrate, quali i risultati ottenuti e nella eventualità come dissipare i dubbi.

– Per documentare questa esperienza, la prima del genere in Basilicata, è stato commissionato un prodotto audiovisivo che racconterà, per immagini, il percorso formativo e testimonierà con interviste il parere di organizzatori, docenti, discenti.

Le partecipanti sono state encomiabili, i docenti super.

Comunque per opportuna notizia si allega il questionario di ingresso da cui si rileva che:

  • oltre il 50% delle partecipanti al corso sono venute a conoscenza dello stesso col sistema del passaparola,

  • pochissime tramite internet,

  • per quanto riguarda le parrocchie tutte interessate con opportuna lettera fatta dal sottoscritto, solo una ha risposto segnalando delle unità del Burundi che hanno seguito diligentemente il corso stesso,

  • per quanto riguarda le difficoltà riscontrate nel lavoro tutte hanno manifestato la loro deficienza per il diabete

  • per i tipi di interventi praticati solo due unità(trattasi di personale infermieristico dell’est) ha praticato le misure del caso;

  • positivo il rapporto con i familiari che per lo più avevano informato il lavoratore del tipo di malattia che affliggeva l’ammalato, ma non come intervenire in caso di crisi

  • sull’utilità del corso tutte hanno espresso l’utilità e necessità di corsi come quelli programmati.

Il questionario di uscita è stato compilato l’ultimo giorno.

  • in merito alla valutazione dell’esperienza valutativa, tutti si sono espressi con il massimo della votazione 10/10,

  • per gli obiettivi e per come il percorso formativo è stato attuato la votazione è 10/10,

  • idem il percorso formativo con le conoscenze e competenze,

  • qualche perplessità è emersa sul mettere in pratica quanto appreso in aula, la valutazione media è di 8,5/10,

  • per quanto riguarda il materiale didattico è di 10/10

  • idem per la struttura del percorso formativo

  • intervento dei docenti 10/10

  • le metodologie usate dai docenti sono state valutate 10/10

  • per quanto concerne l’aggregazione con altri partecipanti 9/10

per quanto riguarda i suggerimenti tutti hanno chiesto di poter partecipare ad altri corsi ed eventualmente a quelli di tipologia superiore, altri hanno chiesto corsi specifici per malattia e la possibilità di frequentare altri corsi anche per altri lavoratori che non hanno avuto la possibilità di seguire quello già svolto.

Antonio Forlenza

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